| Scandalo Banche |
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La crescita mondiale degli investimenti attraverso le banche è forte, ma da quando le stesse banche sono state assoggettate ai grandi gruppi finanziari e imprenditoriali, si è assistito a un fenomeno di ricapitalizzazione degli istituti di credito, per i quali si è resa necessaria la programmazione commerciale attraverso il contributo d’investimento del piccolo risparmiatore. L’accantonamento di capitale da parte delle grandi imprese ha catturato nella sua rete di partecipazione il contributo delle famiglie con basso e medio reddito che spesso offriva a garanzia d’investimento l’unico bene reale in suo possesso: la casa. Di fatto, in tale occasione, vi è stato un fenomeno direttamente proporzionale, fra crescita di mercato finanziario e assicurativo e crescita del mercato immobiliare, dovuta a una alta aspettativa dei piccoli risparmiatori che, attirati dalla facile fortuna, determinata dagli alti tassi di rendimento, investivano nel mercato mobiliare, disinvestendo in quello immobiliare. Questo fenomeno, unito alla novità del sistema unico europeo, ovvero all’adozione dell’euro, che sottopone il nostro paese a delle restrizioni in campo di politica monetaria, ha determinato la crescita eccessiva del potere bancario, non solo a livello nazionale ma anche europeo e internazionale. Ne è derivato uno sviluppo incontrollato, con risvolti anche illeciti, in vari settori dell’economia. Viene da sé che il governo del paese non ha un potere sull’economia ma, di certo, dovrà necessariamente porre dei paletti a un sistema irrefrenabile.
Articolo di Davide Trofa, IV B comm.
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