| La disoccupazione | |
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In Italia uno dei maggiori problemi sia economico sia sociale, è rappresentato dalla scarsa opportunità di trovare lavoro. Dal 1990 in poi la disoccupazione è andata sempre aumentando in tutti i paesi dell’Unione Europea. Per combattere la disoccupazione ogni paese ha cercato di porre rimedio con delle riforme. In Italia, il 5 febbraio 2003, il Senato ha approvato una riforma chiamata legge Biagi, che è stata creata per combattere il problema della disoccupazione. Questa legge promuove il lavoro a tempo determinato ed aumenta la flessibilità. Secondo quanto afferma il governo Berlusconi, il quale ha approvato questa legge, la “Biagi” è stata istituita per dare più opportunità di lavoro ai giovani ed alle persone oltre i 55 anni. Un ampio discorso sulla legge Biagi lo si può fare per quanto riguarda la flessibilità. Al giorno d’oggi le imprese hanno bisogno della flessibilità, ma quest’ultima non garantisce stabilità né “sicurezza” al lavoratore. La flessibilità, quindi, ha sia un aspetto positivo sia uno negativo, su cui i legislatori si sono soffermati molto poco. |
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Negli ultimi anni il tasso di occupazione è aumentato dal 52.7% al 57.6% con un incremento di 4.9 punti percentuali. Leggendo questi dati, che sono stati diffusi dalla Commissione Europea, sembrerebbe che la legge Biagi abbia ottenuto dei risultati straordinari e, quindi, si potrebbe affermare che la flessibilità è una cosa giusta. Il dato emanato dalla Commissione Europea va in contrasto con quanto dichiarano i sindacati che dicono che l’occupazione è aumentata perché su un posto lavorativo, dove lavorava una persona, ora lavorano più persone. Quindi, facendo una riflessione attenta e mirata la flessibilità non è un’opportunità bensì una minaccia, in quanto i lavoratori che hanno bisogno di un posto fisso si trovano ad avere un lavoro a tempo determinato. Con questi tipi di contratto le persone non possono progettare la loro vita e, di conseguenza, non possono costruirsi un futuro solido e sicuro. Con i contratti a tempo determinato è stato abolito il licenziamento per giusta causa. Questa legge mi trova in parte d’accordo ed in parte in disaccordo. Mi trova d’accordo per quanto riguarda la possibilità, sopratutto da parte dei giovani, di introdursi nel mondo del lavoro; ma mi trova “profondamente” in disaccordo in quanto questa legge agevola le imprese e non permette al lavoratore di progettare la sua vita. Per me, questa legge non deve essere abolita, ma ampliata e modificata in vari punti, per renderla efficace e produttiva.
Articolo di Luca Di Costanzo II B comm. |
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